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Numero 293 - 8 Marzo 2006
A cura della redazione di linux Journal
 
 
 


Uno studio conferma Linux come ideale per l'ambiente server e data center, meno per il desktop

Il ricercatore indipendente Ken Hess ha recentemente condotto uno studio interrogando un panel di consulenti e specialisti sulle possibili applicazioni in ambito aziendale del sistema operativo open source. “ Questa indagine voleva rilevare importanti opinioni direttamente dalle persone che installano Linux e che aiutano le diverse organizzazioni ad implementare soluzioni business”.
Questa è stata la dichiarazione di Hess che, ad un campione di 104 specialisti, ha posto una serie di domande attraverso lo strumento del web survey.
I dati emersi dallo studio, pur tenendo conto del campione limitato, sono molto significativi, in quanto non sono mancate anche le tipiche critiche da parte degli specialisti che operano sul campo.
Alla domanda “ da quanti anni lavori con Linux” il 75% del campione intervistato ha dichiarato di avere mediamente cinque anni di esperienza ed il 25% più di dieci anni con un minimo di due anni.
Questo dato indica che la competenza media dei consulenti Linux intervistati nel panel è molto elevata in confronto alla norma e quindi le risposte appaiono attendibili.
Alla domanda relativa all'impiego di Linux come sistema operativo server, il 100% del campione intervistato ha dichiarato di essere molto soddisfatto e di ritenerlo affidabile. Tra i maggiori punti a favore sono stati menzionati la stabilità del sistema operativo e le minime procedure di riavvio richieste, mentre i maggiori punti a sfavore sono stati la mancanza di driver e di supporto da parte dei vendor software.
L'unico commento negativo più ricorrente è stato l'impossibilità di utilizzare Linux come file e print server ottenendo le stesse prestazioni dell'antagonista Windows.
Questa opinione non riguarda però i progetti open source basati su Samba che invece sono molto apprezzati . Sono numerosi infatti i casi di successo segnalati dalle aziende in cui Samba è stato utilizzato come file e print server eguagliando (e talvolta anche sorpassando) la stabilità e la velocità di Windows.
Una ulteriore domanda della web survey era invece inerente alle opinioni su Linux come ambiente desktop.
La maggior parte del campione intervistato ha dichiarato di utilizzare con successo il sistema operativo anche in tale ambito, seppure ammettendo ancora la sua poca semplicità per gli utenti medi (leggasi altrimenti come poco esperti).
Tra i punti a sfavore più citati in questo ambiente vi è inoltre la mancanza di applicazioni desktop-oriented e lo scarso supporto dei vendor software che sarebbero pertanto visti come i maggiori ostacoli per la diffusione di massa del pinguino.
In merito all'utilizzo di Linux come sistema operativo nei data center la maggior parte dei rispondenti facenti capo al campione intervistato ha dichiarato di utilizzarlo con successo per le applicazioni mission-critical aziendali.
Le domande successive si riferivano invece alle potenzialità, ai punti di forza ed alle debolezze di Linux.
Nel primo caso le risposte più ricorrenti sono state affidabilità, stabilità , basso costo, flessibilità e sicurezza.
Nel secondo caso invece le risposte più comuni sono state mancanza di applicazioni, mancanza di supporto, immaturità come ambiente desktop e la presenza di centinaia di distribuzioni che contribuiscono ad alimentare la confusione attorno alle soluzioni ottimali che le aziende possono scegliere. Il 100% dei rispondenti al sondaggio ha inoltre dichiarato di essere molto soddisfatto delle prestazioni ottenute con Linux e di voler pertanto continuare ad utilizzarlo in ambito aziendale.

http://www.linuxjournal.com/article/8873

Per chiarimenti sui termini usati


Protezione e gestione delle identità digitali: arriva il rivale di Infocard

A sole poche settimane dall'annuncio Microsoft fatto alla RSA Conference 2006 in merito alla nuova iniziativa InfoCard designata a facilitare la gestione e la protezione delle identità digitali, la comunità open source è già in grado di fornire una soluzione alternativa come risposta.
Il progetto in questione si chiama Hi gging e gode del supporto di colossi come IBM e Novell. In realtà il progetto è nato in seno alla comunità Eclipse che ne dirige in prima persona lo sviluppo. Hi gging è un framework (rivolto in particolare alle realtà aziendali) che promette di proteggere meglio le identità ed i profili degli utenti integrandoli tra loro ed automatizzando le procedure di autenticazione ed accesso a servizi e sistemi anche assolutamente diversi tra loro.
Come descritto da Anthony Nadalin (responsabile IBM che collabora attivamente all'iniziativa ed osserva molto da vicino gli avanzamenti del progetto) Hi gging suddivide le informazioni inerenti le identità degli utenti in piccoli pezzi o servizi ed aiuta a determinare chi può accedervi rispettando le linee guida sulla protezione della privacy.
In base a quanto dichiarato da Nadalin , Hi gging non è assolutamente invasivo in quando rende possibile agli utenti qualsiasi scelta essi vogliano operare, ma allo stesso tempo, facilita l'accesso ad una nuova generazione di servizi Internet dove le persone possono formare gruppi di affinità e reti collaborative in base alle proprie preferenze o ai propri interessi.
Come spiegato da John Clippinger (tra i responsabili del progetto) lo scopo di Hi gging è quello di costruire un framework software aperto e liberamente accessibile che metta l'individuo al centro delle problematiche relative alla gestione delle identità online, rendendo al contempo alcuni aspetti legati alla fase di autenticazione e d'accesso molto più semplici e sicuri.
In particolare fra gli scopi dichiarati vi è quello di consentire alle aziende di iniziare una migrazione verso ambienti online certificati dove le reti di sistemi “trusted” possano formarsi e proliferare liberamente.
Gli sviluppatori del progetto si sono poi detti convinti che Hi gging riscuoterà a breve un grande successo, in termini di adesioni. Le aspettative sembrerebbero comunque confermate dalle recenti decisioni intraprese e comunicate da alcune compagnie.
IBM ha, ad esempio, annunciato che supporterà le sue funzionalità all'interno del software commerciale Tivoli già a partire dal prossimo anno.
Ciò fa supporre (essendo IBM tra i supporter principali del progetto) che entro l'arco temporale di dodici mesi si lavorerà per rendere il framework una soluzione stabile, affidabile ed ampiamente testata.
Higging riflette inoltre alcuni dei principi teorici legati allo sviluppo delle applicazioni Web 2.0 e per questo si colloca in una posizione idonea per essere implementato in una moltitudine di ambienti in modo facile e scalabile.
La stessa Microsoft è stata invitata a collaborare all'iniziativa al fine di integrare la tecnologia InfoCard con Higging o renderli reciprocamente compatibili ed interscambiabili. Attualmente non si è a conoscenza di alcuna decisione presa o comunicata in tal senso dal Big di Redmond.

http://www.eclipse.org/higgins/

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Grande successo per una completa soluzione italiana di gestione documentale open source

Secondo recenti studi le soluzioni di PPM (Paperless Process Management) che permettono alle imprese di operare riducendo al minimo l'utilizzo dei documenti cartacei, saranno nel giro di pochi anni vastamente impiegate non solo tra le grosse aziende, ma anche tra le PMI.
Nel nostro paese, ad esempio, con appositi decreti legge è stato dato il via alla regolamentazione dell'archiviazione ottica dei documenti cartacei, alla loro conversione in formato digitale ed alla riproduzione in diversi tipi di supporto, previa naturalmente la firma con apposito certificato digitale.
Una soluzione completa di gestione documentale digitalizzata (e non solo) arriva direttamente dall'Italia. IGSuite è una suite di groupware open source (rilasciata di fatto sotto licenza GPL) nata nel 1998 da un'idea di un gruppo di programmatori italiani che offre una serie di funzionalità interessanti attraverso un'interfaccia web.
Lo strumento è particolarmente indicato per le piccole e medie imprese orientate verso la comunicazione, la condivisione delle risorse e delle attività nonché per tutte quelle aziende desiderose di utilizzare una soluzione di gestione documentale completa.
Attualmente la suite è formata da 24 differenti moduli che includono una gestione contatti (CRM), una webmail, un calendario condiviso, un archivio documenti digitali, una ToDo list, un sistema fax completo, un wiki, un modulo di project management, un bookmark condiviso etc..
IGSuite è inoltre disponibile in lingua italiana, inglese, spagnolo e portoghese, è una soluzione multipiattaforma (distribuita sia per Linux che per Windows), è scritta in linguaggio Perl e può operare con database diversi (attualmente sono supportati sia MySQL che PostgreSQL).
Anche se l'interfaccia grafica del progetto fa ampiamente ricorso a tecnologie Ajax ed a Javascript , IGSuite è indipendente dal browser utilizzato.
Dal sito della soluzione si legge che “IGSuite è la colla, il mezzo dal quale si può partire per organizzare il proprio lavoro, per coordinarsi con gli altri, per non dimenticare niente e non perdere niente, per standardizzare il proprio lavoro e quello degli altri. Iniziare a lavorare con IGSuite non significa soltanto velocizzare il lavoro, ma cambiare totalmente il proprio modo di lavorare”.
L'utente una volta acceduto al pannello web può personalizzare l'ambiente in base alle proprie propensioni lavorative. Ciò gli consente di lavorare da qualsiasi luogo dotato di connettività ad Internet (anche da casa). I permessi legati a quello che si può o non si può fare sono naturalmente definiti da un amministratore che gestisce il tutto da una console centralizzata.
Tra i moduli di notevole interesse di IGSuite vi è ad esempio IGFax. IGFax prende in ingresso un fax e lo sottopone alla persona designata alla gestione per poi assegnarlo ad un destinatario al quale viene inviato un SMS corredato da un link che consente di raggiungerlo.
Al fax viene inoltre assegnato un numero di protocollo che ogniqualvolta ricercato all'interno di IGSuite viene trasformato in un collegamento web. Attraverso un semplice gesto con il mouse sarà quindi possibile visualizzarlo. Sin dal suo primo rilascio come software open source, IGSuite è stato scaricato oltre ottomila volte. L'ultima versione del software è scaricabile direttamente dal sito del progetto.

http://www.igsuite.org/cgi-bin/igwiki

Per chiarimenti sui termini usati


 

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