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Sun rilascia la nuova versione di Star Office: differenze minime con OpenOffice 2.0
Il mercato delle suite Office tenta di contrastare l'egemonia sul mercato di Microsoft Office con soluzioni più economiche e in grado di offrire funzionalità simili in modo da non mettere in crisi l'utente finale.
Fra queste, Sun ha da poco rilasciato la versione 8 del suo nuovo Star Office annunciandone la commercializzazione a partire da questo mese. Esso include, come di consueto tra l'altro, un programma per la scrittura di testi, un foglio di calcolo, un tool per la creazione di presentazioni multimediali ed un nuovo front-end database.
Basato sullo stesso codice di OpenOffice 2.0 (http://www.openoffice.org) tra le novità di spicco di questa versione 8 di Star Office rientrano il pieno supporto al neonato formato documentale ODF (Open Document Format) il cui sviluppo è sostenuto dalla stessa comunità europea, il supporto per la firma digitale dei documenti, la possibilità di esportarli in formato PDF, la possibilità di abilitare su di essi caratteristiche come revisione e versionamento ed un database wizard in grado di consentire l'importazione di DB MySQL, ADO, Oracle, ODBC e JDBC.
Purtroppo però la firma digitale dei documenti inclusa con Star Office sembra non supportare le chiavi GnuPG e questo potrebbe penalizzare moltissimo gli utenti Linux che fanno un vastissimo impiego di questo applicativo.
Migliorata è invece la capacità di generare documenti PDF, già inclusa nella versione precedente di Star Office (la 7) e non ancora supportata invece da Microsoft Office 2003 (è annunciata invece nella futura versione Office 12).
In particolar modo questa funzione consente adesso di esportare in modo corretto collegamenti ipertestuali, note e controlli PDF vari. Di grande interesse è anche il supporto ai file protetti da password generati con Microsoft Office 2003 che consente di importare all'interno della suite Sun qualsiasi documento di questo tipo, caratteristica prima disponibile solo con/per i prodotti Microsoft.
La revisione ed il versionamento dei testi consentono inoltre all'utente di distribuire più copie dello stesso documento per poi analizzarne le modifiche apportate dagli altri e valutare se accettarle o eliminarle definitivamente. Una nota di merito va poi spesa per Calc , il foglio di calcolo della suite Star Office, il cui limite delle righe disponibili è stato incrementato a 65.536 al pari di Excel.
Notevoli miglioramenti sono stati praticati anche su Math , il programma in grado di convertire le notazioni delle formule matematiche in simboli successivamente inseribili all'interno dei documenti desiderati e Impress , nato come risposta al prodotto Microsoft Powerpoint, rilasciato di default con un corposo corredo di template subito utilizzabili.
Le caratteristiche in dettaglio della nuova suite Office di casa Sun sono state ampiamente discusse nell'articolo di Jem Matzan e Joe Brockmeier apparso su Newsforge la scorsa settimana (vedi link sotto).
Gli stessi hanno dichiarato: La compatibilità con Microsoft Office sembra essere meglio supportata da questa versione di Star Office che dalle precedenti. Tuttavia la maggior parte dei competitor del settore, incluse Sun, Corel e lo stesso progetto open source OpenOffice, sembrano più interessate a competere con i prodotti di casa Microsoft che a sviluppare software di qualità .
Secondo Matzan e Brockmeier lo dimostrerebbe il fatto che sia Star Office che OpenOffice farebbero a gara per implementare caratteristiche già ampiamente presenti in Microsoft Office 2003.
La ricerca della totale integrazione di Star Office con Microsoft Office è in realtà voluta da Sun, la quale sta cercando di rendere l'interfaccia grafica dei suoi prodotti più familiari agli occhi degli utenti e soprattutto dei dipendenti aziendali che utilizzano da anni i prodotti della casa di Redmond.
Tutto questo naturalmente a beneficio delle aziende che potrebbero essere invogliate a cambiare i propri programmi a costi contenuti.
Secondo Matzen e Brockmeier inoltre il diretto avversario della suite Sun per la conquista del mercato office di Linux sarebbe OpenOffice 2.0: Nella versione Consumer di StarOffice sono presenti solamente pochissime caratteristiche aggiuntive in confronto ad OpenOffice 2 .
In effetti a parte un correttore ortografico commerciale, alcuni font proprietari e diverse clip-art da includere nei propri documenti, StarOffice non sembra offrire molte altre funzionalità in confronto al suo diretto cugino. La versione Business potrebbe comunque portare una ventata di nuove feature. Star Office sarà come al solito accessibile gratuitamente per tutte scuole e le università.
http://software.newsforge.com/software/05/09/23/198225.shtml
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chiarimenti sui termini usati
Per Unix vita breve nelle aziende, Linux è il futuro. Ma c'è chi non è d'accordo
Da diverso tempo alcuni esperti vanno dichiarando che il mondo Unix, i cui sistemi operativi derivati hanno popolato Datacenter e CED sin dagli anni 70, è oramai agli sgoccioli.
Questa convinzione è stata recentemente confermata in un'altra occasione anche da Donald Feinberg , vice presidente del Gartner Group, che alla conferenza annuale dei partner Teradata ha affermato: La fine di Unix è vicina. La sua scomparsa è solo questione di tempo mentre Linux continua ad affermarsi sempre più .
Questa dichiarazione non fa altro che confermare quello che lo stesso Michael Tiemann , CTO della Red Hat, va dicendo da parecchio tempo: L'opportunità e la necessità delle aziende di abbassare i costi determineranno il successo di Linux e la disfatta di Unix . Tuttavia Feinberg ha ammonito che non bisogna entrare nel panico.
La scomparsa di Unix non è un fenomeno che avverrà da un momento all'altro in poche settimane o in pochi anni anche se, secondo questi esperti, ormai è appurato che la tendenza va velocemente in questa direzione. Secondo Tiemann i benefici che Linux offre oggi alle aziende sono notevoli e molteplici.
L'asso nella manica del pinguino consiste indubbiamente nell'attingere dai progetti della comunità opensource e nell'applicare la politica del cosiddetto codice aperto, tendenza tra l'altro recentemente seguita anche da Sun nel tentativo di dare nuova linfa vitale al suo sistema operativo Solaris basato appunto su Unix.
Durante la conferenza Donald Feinberg è stato inoltre in grado di azzardare delle tempistiche: Il ciclo vitale di Unix terminerà probabilmente tra 10/15 anni. Nel giro di 5 anni invece Linux e Windows saranno probabilmente gli unici due sistemi operativi a competere sul mercato .
L'inarrestabile corsa del pinguino alla conquista delle aziende e dei piccoli utenti è anche confermata dai continui rilasci del kernel. Proprio in questi giorni è stata resa disponibile nel sito http://www.linux.org la nuova versione 2.6.14-rc2-git7 alla quale sono state aggiunte 10369 righe di codice in più, ne sono state cambiate 7973 e rimosse 5474 , per un totale di 6 nuovi file aggiunti nel tree dei sorgenti, 410 cambiati e 1 rimosso.
Ma c'è chi non è d'accordo con le affermazioni di Feinberg e Tiemann. Molta gente pensa che Unix non sia più in grado di giocare un ruolo fondamentale nel business delle tecnologie informatiche ha affermato in un'intervista Jean Bozman, analista della IDC i fatti però mostrano una tendenza totalmente differente. Il business di Unix non solo gode di ottima salute ma è in continuo crescendo.
Secondo quanto asserito da Bozman, Windows e Linux sarebbero si in crescita ma occuperebbero attualmente un ruolo marginale nel settore delle grandi capacità di calcolo dominando invece il mercato dei server low-cost: Le soluzioni Unix sono ancora oggi le più impiegate all'interno di DataCenter laddove vi sia necessità di possedere grandi capacità di calcolo per supportare applicazioni mission-critical, database, sistemi di business intelligence, etc... .
Queste affermazioni sono anche state appoggiate in toto da Richard Entrup, CIO della Byram Healthcare (multinazionale del settore forniture mediche), il quale ha visioni altrettanto ottimistiche sul futuro di Unix: Unix è attualmente l'unica scelta di alto livello disponibile nella quale poter far girare applicazioni cruciali come i sistemi ERP della compagnia .
La Byram Healthcare infatti ha raddoppiato le sue dimensioni nel giro di pochi di mesi e dispone al suo interno di centinaia di server: L'azienda ha più di 60 server dotati di sistema operativo Linux però le applicazioni più importanti vengono fatte girare su un P5-570 con 8 processori Power espandibili fino a 16. Le soluzioni Unix ha continuato Entrup sono davvero lontane dal venire abbandonate .
Ma per il pinguino non sono solo bocconi amari. Di sicuro comincia ad approntarsi sempre più all'interno delle imprese una stretta relazione tra i software database aziendali (RDBMS) e Linux, i quali nell'immediato futuro giocheranno un ruolo fondamentale nei cambiamenti diretti delle tecnologie di data warehousing.
Questo potrebbe far penetrare sempre più in profondità le soluzioni basate sul pinguino anche nelle compagnie di grandi dimensioni attirate dalla ghiotta occasione di poter contenere gli alti costi di sostituzione dell'hardware obsoleto, su cui attualmente girano sistemi operativi come Solaris, HP-UX o Tru64, proprio con Linux.
http://economictimes.indiatimes.com/articleshow/1242282.cms
http://www.linux.org/news/2005/09/28/0007.html
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Trusted Linux saluta il pubblico: presto sarà inglobato all'interno di Red Hat
Negli ultimi anni vi è sempre più la tendenza di apportare modifiche ad hoc, soprattutto di sicurezza, nel kernel di Linux.
E' oramai chiaro a molti produttori di soluzioni del pinguino che la versione pubblica, detta vanilla, non è sufficientemente sicura per essere inserita in una distribuzione stabile e di conseguenza installata all'interno di un sistema operativo.
E' per questo motivo che molte compagnie hanno ben pensato di applicare delle patch aggiuntive al kernel Linux come ad esempio SELinux (un caso tra tutti RedHat) o Immunix (famoso caso Novell). In questo panorama una delle distribuzioni più attese era Trusted Linux sviluppata dalla Trusted Computer Solutions (TCS http://www.trustedcs.com ), azienda fornitrice di software sicuro soprattutto per pubbliche amministrazioni ed agenzie governative.
La stessa TCS lo scorso anno (settembre 2004) aveva infatti annunciato l'imminente rilascio del suo sistema operativo Linux-based definendolo come un prodotto robusto abbastanza da incontrare le richieste di sicurezza avanzate da molti clienti ed agenzie governative americane .
Una caratteristica preponderante di Trusted Linux doveva essere quella di includere non solo una versione migliorata del kernel ma anche della componente SELinux, sviluppata originariamente da NSA (National Security Agency).
Una revisione della revisione insomma! Solo oggi si apprende che Trusted Computer Solutions, alleatasi in partnership con IBM e RedHat, cederà il suo sistemone a quest'ultima e che la sua soluzione di punta, appunto Trusted Linux, verrà presto rilasciata come prodotto Red Hat. A quanto pare però il nome da assegnare alla soluzione finale non è ancora stato deciso.
Quel che sembra certa è solamente la data approssimativa del rilascio (cioè il 2006). Ed Hammersla , coordinatore della direzione operativa TCS, ha infatti sottolineato che l'azienda ha provato un immenso piacere nel cedere le modifiche apportate nel kernel Linux a RedHat, soprattutto perché La Trusted Computer Solutions è un compagnia il cui core business sono le applicazioni e non lo sviluppo dei sistemi operativi . Hammersla ha poi dichiarato in confidenza: In passato TCS decise di sviluppare Trusted Linux perché molti clienti erano stanchi di dover utilizzare solamente prodotti Sun su hardware proprietario. Si prospettava quindi la necessità di eseguire applicazioni anche su altre piattaforme. Da questa considerazione prese piede l'idea di creare una distribuzione all'avanguardia basata su kernel Linux .
In realtà comunque si ha l'impressione che la compagnia Trusted Computer Solutions sapesse sin dall'inizio quale strada Trusted Linux avrebbe prima o poi imboccato come, tra l'altro, apertamente dichiarato da Hammersla: Sapevamo già a priori che prima o poi avremmo dovuto prendere un'importante decisione sul futuro di Trusted Linux. Il dilemma era se venderlo o renderlo open source come parte di una distribuzione standard. Quando ci siamo trovati di fronte a questo bivio è divenuto ovvio che le parti del kernel modificate dovevano entrare a far parte di un grande progetto .
La decisione sembra comunque essere stata un tantino forzata dalle pressioni fatte da IBM, HP e della stessa National Security Agency che avrebbero preferito evitare una sfaldatura della distribuzione. Alla fine si è optato per Red Hat perché la stessa abbraccia già da tempo SELinux, utilizzandolo massicciamente nelle proprie soluzioni, più di ogni altro fornitore attualmente esistente.
Chiamato in causa Paul Smith, vice presidente RedHat del settore vendite governative, ha asserito che con il prossimo ciclo di rilasci la compagnia intende già includere le modifiche apportate al kernel da TCS. Prima fra tutte, diretta interessata di questi cambiamenti, sarà la futura versione 5 di RedHat Enterprise Linux.
A detta di Smith, comunque, sia già dalle prossime settimane gli utenti del progetto Fedora ( http://fedora.redhat.com ), una distribuzione Linux-based totalmente free, potranno beneficiare delle rinnovate caratteristiche di sicurezza acquisite dalla società col cappello rosso. La comunità opensource attorno a Fedora è già in fermento per questa notizia.
http://os.newsforge.com/os/05/09/30/1551203.shtml...
http://news.yahoo.com/s/cmp/20050928/tc_cmp/...
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Supplemento a Linux Journal Edizione Italiana
Registrazione del Tribunale di Milano n. 40 del 29/1/1996
Direttore responsabile: Enrico Ortensi
Hanno collaborato:
Andrea De Santis - Simone Messina - Marco Ortisi - Paolo Piacentini
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