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Nell'IT in atto un cambiamento strategico paragonabile alla rivoluzione industriale
Nell' Information Technology è in atto una silenziosa evoluzione che sta dando vita ad una serie di cambiamenti tali da trasformare completamente i processi di business aziendali. Stanno infatti emergendo quattro trend strategici ai quali le aziende dovranno presto adeguarsi e Gartner definisce questi cambiamenti non meno importanti di quelli che a suo tempo si verificarono durante la rivoluzione industriale. A studiare il cambiamento in atto è stato un gruppo di ricercatori Gartner che hanno recentemente approfondito le cause che contribuiscono alla trasformazione del modo di operare ed approcciarsi con il mondo esterno da parte delle imprese:
1. Ricerca e adozione di tecnologie atte a gestire una maggiore attenzione alle richieste dell'utente interno e del cliente/consumatore finale. Gartner prevede che questi fattori avranno un'importanza strategica ed un impatto notevole su tutto il mondo IT (sviluppatori, fornitori di servizi, aziende, etc.) perchè non raggiungere tali obiettivi, presto significherà essere tagliati fuori dal mercato. Secondo Steve Prentice (analista Gartner): La sopravvivenza delle imprese dipenderà in gran parte da come queste sapranno adeguarsi alle variazioni della domanda di prodotti/soluzioni in relazione a quelle che sono le aspettative del fattore umano esterno/interno (ovvero clienti e dipendenti) ;
2. Virtualizzazione ed architetture unificate. Il secondo trend è relativo alle integrazioni delle risorse IT in modo tale da mascherare agli utenti la natura fisica ed i limiti dei dispositivi hardware. Per i ricercatori Gartner un esempio lampante di questa trasformazione è quella che avrà luogo nel segmento server. Sta divenendo infatti sempre più comune la creazione di macchine virtuali in grado di servire diverse applicazioni e tipologie d'utenza a partire da un singolo sistema. Questo approccio, in base alle stime fornite dalla società di analisi, può migliorare l'utilizzo delle risorse server anche fino all'ottanta per cento. Per Martin Reynolds (analista di settore): Ciò rappresenta, nelle mani dei responsabili IT, uno strumento flessibile che permette di poter gestire in modo rapido, i repentini cambi di priorità che si possono manifestare a seguito della domanda di un cliente o di un reparto di maggiori risorse di calcolo e così meglio impiegare le risorse dell'intera infrastruttura hardware/software a disposizione dell'azienda ;
3. Sviluppo e progettazione del software. L'industria del software continuerà a muoversi verso soluzioni sempre più orientate ai servizi, in grado cioè di meglio venire incontro alle necessità delle aziende. Per Daryl Plummer (altro ricercatore Gartner) durante lo sviluppo e la progettazione di una soluzione: Il controllo sta passando dall'ottica puramente funzionale tipica del programmatore verso quella dell'utilizzatore che richiede un più ampio servizio . Sostanzialmente continua sempre Plummer ci si sta spostando da un ambiente dove le persone si adeguavano al modo di lavorare dei computer ad un nuovo mondo dove i computer pensano ed operano allo stesso modo degli individui ;
4. Comunità virtuali e collaborazione: I dipendenti aziendali ed i clienti tendono ad utilizzare e partecipare sempre più alle comunità virtuali, quindi Gartner prevede che nemmeno le aziende potranno sottrarsi dal fare lo stesso. Secondo la società di ricerca entro i prossimi dieci anni, l'ottanta per cento delle attività svolte da chi lavora in un'azienda sarà di tipo collaborativo piuttosto che individuale. L'ultima generazione in materia di tecnologia Internet (Web 2.0 ed Architetture Orientate ai Servizi) faranno da traino e supporto a questa tendenza.
Gartner prevede in sostanza che al centro dell'impresa vi sarà sempre di più l'individuo (sia inteso come dipendente che come cliente). Ciò farà parte di una tendenza che la società di analisi definisce process of me e che richiederà indubbiamente un adeguamento della mentalità dei dirigenti e dei processi di business interni. Nei prossimi trent'anni le tecnologie continueranno ad avere una rilevanza notevole per le aziende e per il loro business, ma la vera trasformazione si manifesterà negli individui e nel modo in cui questi si approcceranno al lavoro. A dichiararlo è stato David Willis (Vice Presidente Gartner per l'Area Ricerche) che ha poi continuato: Se nei trent'anni passati sono stati fatti notevoli sforzi per introdurre il fattore tecnologico all'interno delle imprese con gli utenti che si sono adeguati alle sue esigenze, nei prossimi si assisterà ad una trasformazione del modo di operare delle persone perché loro saranno al centro dell'attenzione e la tecnologia opererà al loro servizio.
Tradotto in parole povere, non verranno più imposte, come in passato, all'utente o al cliente finale soluzioni IT prevalentemente orientate all'obiettivo gestionale finale desiderato dall'azienda, quindi spesso caratterizzate dall'essere grezze, poco comprensibili e non abbastanza user friendly, ma si curerà e ci si adatterà all'ambiente lavorativo dell'utente oppure alle esigenze del cliente finale che entrambi devono anche poter contemporaneamente comunicare, muoversi e non avere, per quanto possibile, vincoli per effetto delle periferiche hardware utilizzate che in prospettiva saranno sempre meno il tradizionale client PC desktop per lasciare spazio al nuovo mondo delle periferiche portatili e wireless.
http://www.gartner.com/
Nota importante:
Le riviste della Duke Italia hanno organizzato una serie di convegni per focalizzare le tematiche dei cambiamenti in atto nell'ambito dei sistemi informativi aziendali. Nell'ambito di queste iniziative, lo scorso 13 Giugno si è svolto il Convegno CRM e Business Intelligence 2006 del quale sono scaricabili gratuitamente gli Atti del Convegno a questo link: http://www.crm.duke.it/
A completamento del panorama sulle innovazioni per la produttività delle aziende, il prossimo 6 Luglio, è previsto il Convegno Document Management 2006 - Un nuovo modo di lavorare, di gestire i documenti e di archiviare.
Come noto, il Document Management è un settore che abbraccia vari aspetti aziendali e induce ad una positiva analisi e revisione dei flussi informativi per introdurre nuove economie di gestione. Infatti oggi esistono soluzioni integrate che consentono in modo agevole la scannerizzazione e l'estrazione dei dati dai documenti in ingresso, la classificazione, l'archiviazione ed il reperimento delle informazioni.
Nasce così la possibilità di introdurre nelle aziende un nuovo modo di lavorare totalmente basato su supporti elettronici, che consente di accelerare le operazioni di reperimento e di archiviazione, e quindi di ridurre gli errori ed i costi gestionali.
Per maggiori informazioni e iscrizioni gratuite: www.eventiduke.it
Aperta la sfida a Microsoft, Google la estende a eBay che contrattacca con Yahoo!
Mentre non si è ancora attenuato il polverone sollevato dagli annunci della messa online di spreadsheet in chiara funzione anti Microsoft, Google è di nuovo sul piede di guerra questa volta contro il colosso delle aste online eBay, forse puntando sul fatto che la società che sta ancora metabolizzando l'onerosissima acquisizione di Skype, avvenuta lo scorso Ottobre per la bella cifra di 2,6 miliardi di dollari e che per ora non sembra aver portato grandi sinergie (come preconizzato dagli analisti di mercato, rimasti piuttosto scettici di fronte a questa mossa).
Google si sta preparando, infatti, a lanciare Gbuy , un nuovo sistema di gestione delle transazioni economiche online che si pone in netta contrapposizione con il servizio PayPal (altra azienda acquisita a suo tempo da eBay), tanto da avergli fatto guadagnare l'appellativo di PayPal-killer.
In realtà la vera destinataria del guanto di sfida sarà eBay che vende prodotti online col sistema delle aste e che per i pagamenti si appoggia ovviamente proprio a PayPal.
Google consentirà agli utenti di vendere i loro beni attraverso il servizio Google Base, usando il sistema Gbuy per gestire le transazioni ed i pagamenti. All'inizio il servizio sarà limitato solamente ad alcune grandi utenze ma, secondo quanto annunciato dalla stessa compagnia, sarà presto esteso a tutti i negozianti che stipulando un apposito accordo con BigG saranno inclusi nella lista degli approved merchants. Gbuy sarà sostanzialmente un servizio free anche se un portavoce del colosso ha annunciato che la compagnia caricherà 1,5 o 2 centesimi di dollaro sul prezzo di vendita di ciascun prodotto. Il gigante delle ricerche online non si fermerà comunque a questo perché farà valere il suo punto di forza costituito dalle ricerche col suo motore.
Per incentivare meglio la vendita dei beni dei suoi utenti li indicizzerà e li promuoverà attraverso il servizio AdSense. In questo modo ha dichiarato Eric Schmidt (presidente Google) renderemo più veloce la vendita derivante dalle inserzioni e sapremo esattamente quanto tempo sarà necessario affinché un prodotto pubblicizzato su Internet verrà acquistato da qualcuno nel mondo reale.
Alcuni ritengono che questa mossa potrebbe mettere BigG in cattiva luce perché potrebbe creare malumore per eventuali disparità di posizionamento fra gli inserzionisti del servizio AdSense, ma tutti concordano sul fatto che questa iniziativa rappresenta una vera e propria sfida al grande big delle aste. Ad oggi le iniziative di Google, oltre allo scontro col tradizionale concorrente Yahoo, le sono già valse le avversità di Microsoft e ora si aggiunge il colosso eBay che comunque risponde con iniziative sullo stesso campo dell'avversario.
Ebay infatti non solo sta per lanciare adContext , un sistema di promozione online che rappresenta una vera e propria risposta diretta a Google AdSense , ma ha addirittura stipulato un interessante accordo con Yahoo!. I termini dello stesso indicano che Yahoo utilizzerà solo ed esclusivamente PayPal per gestire le sue transazioni elettroniche e quelle dei suoi utenti, inoltre la piattaforma di vendita sarà arricchita dall'integrazioni delle tecnologie VoIP che consentiranno ai negozianti di mantenere un contatto diretto con i clienti attraverso Skype o Yahoo Messenger.
Stando alle parole di Terry Semel (responsabile Yahoo!) la sua compagnia è stata contattata da eBay in vista di una risposta a Google, ma i benefici della partnership saranno egualmente divisi da entrambi: L'accordo fornisce grandi opportunità a tutti noi e ci permetterà di creare un servizio per i clienti con un più alto valore aggiunto. Allo stesso tempo potremo fornire una migliore funzionalità interattiva agli utenti ed a chi pubblicizza i suoi prodotti .
Effettivamente Yahoo è stata penalizzata in modo pesante dall'ingresso in scena di Google che le ha causato la perdita di svariati miliardi di dollari di introiti potenziali in un settore (quello delle inserzioni online) che è in forte crescita e che alimenta in modo essenziale i siti del settore e-commerce. Stando ad alcune stime, infatti, il mercato e-commerce nel suo complesso sarebbe cresciuto di ben 18 miliardi di dollari nel corso dello scorso anno alimentando una forte crescita della pubblicità online. Questo forte incremento è avvenuto nonostante vi sia ancora in molti utenti dei servizi di acquisto e pagamento in rete un freno psicologico a causa della paura di possibili problematiche di sicurezza e del rischio in termini di frodi e truffe online.
http://www.theregister.co.uk/2006/06/13/google_paym..
http://news.zdnet.co.uk/internet/ecommerce/0,39020...
http://news.zdnet.co.uk/internet/ecommerce/0,390...
Per
chiarimenti sui termini usati
Le medie e piccole aziende sono sempre più danneggiate dagli spyware: ecco come difendersi
Gli spyware colpiscono sempre più utenti e processi elaborativi all'interno delle aziende. Le piccole e medie imprese sono spesso le principali vittime dell'infiltrazione del software malware perchè non possono disporre di un budget IT comparabile a quello delle grandi organizzazioni e quindi pagano un elevato prezzo sia in termini di perdita di tempo che in termini di perdita di produttività. Per le medie e piccole aziende la necessità di proteggere, con le risorse limitate a disposizione, i propri sistemi rappresenta pertanto uno step critico.
Lo spyware è un tipo di software malware il cui scopo è quello di monitorare le informazioni che vengono scambiate su Internet da un sistema infetto. Talvolta il fenomeno è riconoscibile perchè appaiono a video una serie di finestre popup, ma sono anche state identificate delle varianti di software spyware (le più pericolose) che osservano silenziosamente le operazioni dell'utente, riportando quelle di interesse ad una fonte esterna.
La conseguenza più visibile (oltre quella di rischiare di perdere informazioni altamente confidenziali o che le stesse vengano rivelate a terzi) è quella relativa al rallentamento del computer infetto.
Ogni operazione svolta dall'utente rischia di essere stressante come ad esempio la semplice apertura del client di posta o di un foglio di calcolo. Quello degli spyware è un problema enorme che ha per l'azienda un impatto finanziario immediato. - ha dichiarato John Alber (affiliato alla Bryan Cave LLP, uno studio legale americano) che ha poi continuato - Ancora oggi non esistono applicazioni di livello aziendale complete in grado di garantire la prevenzione del fenomeno. La migliore arma rimane quella di effettuare un check-up manuale periodico su tutti i sistemi che in sforzo tecnico si traduce in circa due ore di lavoro per ciascuna macchina da controllare .
Nel 2005 IDC ha stimato che il 30% delle richieste di assistenza in help desk erano relative a problemi di spyware. Un'altra ricerca condotta da Webroot Software sottolinea come, sempre nel corso del precedente anno, gli spyware siano stati trovati sotto svariate forme nell'87% dei sistemi sottoposti a scansione. Nel 2005 abbiamo assistito ad una crescita vertiginosa del fenomeno. - ha dichiarato Ann Westerheim (responsabile Ekaru LLC, una compagnia fornitrice di servizi americana) - Il problema è così insidioso che a tutt'oggi si rende necessario utilizzare diversi strumenti di rimozione per essere certi di aver fatto pulizia nel sistema .
Questa affermazione è condivisa dalla maggior parte degli esperti del settore tanto che si è recentemente aperta una discussione tesa a chiarire se sia meglio cercare di rimuovere da un PC le componenti spyware rilevate oppure reinstallare il sistema operativo daccapo.
Per l'analista Jim Slaby molte aziende, dopo varie esperienze in materia, stanno optando per la seconda scelta, considerati i tempi di installazione di almeno due soluzioni antispyware, della scansione del sistema e quindi della rimozione delle componenti infette. Il solo modo di evitare un notevole dispendio di risorse umane e di tempo - dice Slaby - ed essere sicuri che gli spyware siano stati davvero rimossi è quello di reinstallare nuovamente il sistema operativo e tutti gli applicativi necessari all'utente .
E' logico però che in sistemi particolarmente importanti (come ad esempio nell'area server) pensare di agire in questo modo è praticamente impossibile.
http://searchsecurity.techtarget.com/originalContent/0..
Nota:
Ricordiamo che, per gli abbonati alle riviste Duke Italia, è gratuitamente disponibile un corso di formazione per approfondire come prevenire il fenomeno Spyware, insieme ad altri 45 corsi indispensabili per chi deve gestire un sistema informativo aziendale. I contenuti dei corsi di formazione Duke Italia sono analoghi a quelli di corsi a pagamento di tipo tradizionale (dove per seguire un solo corso si arriva a pagare anche dieci volte tanto un abbonamento alle nostre riviste).
http://www.tech.duke.it/
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