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L'evoluzione
del sistema nervoso digitale: il rapporto
con l'esterno predomina su quello interno
Il
termine Sistema Nervoso Digitale fu utilizzato
qualche anno fa da Bill Gates per indicare
un modello di impresa che deve mirare all'efficienza
del suo sistema informativo attraverso l'aumento
della produttività e una maggiore ottimizzazione
dei costi.
Un sistema informativo efficiente porta ad
un vantaggio competitivo evidente all'azienda,
tanto che le soluzioni IT adottate negli ultimi
dieci anni sono state spesso pensate per ottimizzare
il rapporto operativo interno, concentrandosi
sulla circolazione delle informazioni fra
i dipendenti, la collaborazione e l'ottimizzazione
dei processi aziendali.
Questa tendenza a regolare i meccanismi interni
di un'azienda viene denominata "Inward
face business".
Se guardiamo alle tecnologie informatiche
destinate ad essere introdotte nelle aziende
nei prossimi anni, vediamo come molte di esse
siano rivolte ad ottimizzare le relazioni
tra il sistema informativo dell'azienda e
gli attori esterni, con soluzioni che vanno
dagli acquisti con le soluzioni di e-procurement,
sino alle vendite con i sistemi di e-CRM (Customer
Relationship Management) ed alla catena di
fornitura Supply Chain che lega fra loro aziende
differenti.
A ciò va aggiunto il sempre maggior
numero di portali aziendali basati sulle soluzioni
applicative proposte da IBM, HP, Oracle, Bea
e Microsoft, orientati alla gestione dei rapporti
tra l'azienda ed i propri partner.
Le soluzioni informatiche, rese ora possibili
dallo sviluppo ed integrazione delle comunicazioni
telematiche, hanno permesso l'ottimizzazione
dei processi interni alle aziende, in genere
possibile tramite l'adozione congiunta di
vari server applicativi e Web service.
La fase attuale riguarda il miglioramento
dei rapporti dell'azienda con i centri limitrofi
che interagiscono col proprio business, quali
fornitori, clienti e partner, arrivando a
regolare in modo stretto i processi esterni
all'azienda, alla stregua di quanto già
fatto in precedenza con i vari reparti al
proprio interno.
Un'azienda che riesce a risponde efficacemente
agli stimoli e richieste esterne provenienti
da clienti e fornitori e li regola con una
efficienza analoga ai processi interni tende
a realizzare un modello ottimale, tecnicamente
denominato Real Time Enterprise, cioè
azienda che interagisce in tempo reale.
La Real Time Enterprise deve lavorare come
un meccanismo perfetto, i cui ingranaggi (informazioni)
permettono di sincronizzare l'attività
aziendale con le realtà esterne collegate:
per raggiungere questo obbiettivo le nuove
infrastrutture tecnologiche devono essere
in grado di integrare strettamente sistemi
informativi diversi con varie modalità
di comunicazione, tra le quali il wireless
acquisterà una importanza sicuramente
crescente.
http://www.internetworld.com/magazine.php?inc=060102/06.01.02ebusiness2.html
http://www.internetworld.com/news.php?inc=crm/07152002a.html
La
logistica può migliorare con la tecnologia
alla base dei Web service
La
logistica include diversi servizi di supporto
all'attività aziendale, come le spedizioni,
la gestione del magazzino, la contabilità
ed i reparti interni di assistenza e manutenzione.
Quando questi servizi vengono svolti da
entità diverse perfettamente coordinate
si parla di logistica integrata e questa
modalità è quella che rende
più efficiente e produttiva l'azienda.
Il reparto spedizioni, in particolare, si
è rivelato come uno dei punti caldi
dell'attività aziendale, soprattutto
per le Piccole Medie Imprese italiane, che
fondano la loro fortuna sulla qualità
dei prodotti, la loro personalizzazione
e la rapidità delle consegne.
La rete Internet ha portato alla nascita
di negozi virtuali che consentono un e-commerce
con la propria rete di vendita, creando
soluzioni integrate che, dietro la vetrina
elettronica, presentano quale caratteristica
distintiva, un efficiente reparto di spedizioni,
gestione e di stoccaggio delle scorte.
Una logistica efficiente in molti casi,
nell'opera di conquista e di fidelizzazione
del rivenditore e del cliente finale, vale
spesso di più rispetto ad un prezzo
puramente competitivo rispetto a quello
della concorrenza. Sicuramente, a parità
di prezzo e qualità, viene preferito
chi offre un migliore servizio in termine
di informazioni, tracking delle consegne
o capacità di interrogazione di situazioni
di avanzamento online.
La virtualizzazione del processo di vendita,
supportato anche nel negozio tradizionale
da applicazioni CRM (Customer Relationship
Management), richiede quindi obbligatoriamente
la presenza di una logistica ineccepibile
e ben integrata con eventuali servizi esterni
di cui si vale l'azienda (corrieri, Poste,
ecc.).
In quest'ottica di affidabilità,
i Web service dedicati alla logistica si
stanno diffondendo a macchia d'olio negli
Stati Uniti e li vedremo quanto prima anche
in campo nazionale.
Il più diffuso tipo di servizi include
la possibilità di tenere traccia
delle transazioni in atto, dallo stoccaggio
in magazzino sino al trasporto del prodotto
in ordine, tanto che molti siti di e-commerce
e varie aziende di trasporti forniscono
ai loro clienti un servizio che permette
di conoscere in tempo reale, a mezzo Web,
il percorso seguito dai loro ordini.
Nate per gestire l'enorme quantità
di burocrazia dovuta al trasporto di merci,
dalle bolle alle fatture dei vettori ed
i moduli per trasporti speciali o pericolosi,
le applicazioni dedicate alla logistica
hanno saputo evolversi in modo intelligente
e si sono preparate a raccogliere la sfida
dei Web service e dell'integrazione dei
metadati XML.
http://www.internetworld.com/magazine.php?inc=060102/06.01.02tech3.html
I
problemi di sicurezza informatica aziendale
riguardano in larga misura le VPN interne
Da
un rapporto dell'FBI è emerso che il
costo della sicurezza informatica per le aziende
risulta essere dieci volte superiore quando
riguarda violazioni operate su un network
interno, rispetto a quello richiesto per la
difesa da attacchi provenienti dall'esterno.
L'adozione di una Rete Privata Virtuale (VPN)
diviene una scelta obbligata quando esistono
utenti stabili che lavorano all'esterno (quali
telemarketing, programmazione, ecc.) o quando
il telelavoro ed il lavoro a distanza vengono
introdotti stabilmente in un'impresa.
In questi casi bisogna però sapere
che l'accesso ad una VPN aziendale da una
postazione remota, ubicata a volte in casa
dell'impiegato che condivide le risorse attraverso
un normale accesso ad Internet, implica frequentemente
notevoli rischi per la sicurezza.
I dati aziendali che risiedono su computer
posti fuori dalle sedi di lavoro risultano
infatti essere maggiormente vulnerabili rispetto
alle informazioni conservate sui server aziendali.
Il problema riguarda tanto gli accessi in
rete VPN, quanto i lavoratori che viaggiano
muniti di computer laptop, che possono contenere
anche dati confidenziali dell'azienda. E'
noto in proposito che la perdita oppure il
furto di un laptop di un manager può
costituire una enorme perdita per l'azienda,
cosa che è stata segnalata con frequenza,
soprattutto negli USA.
Quando si presenta l'esigenza di realizzare
dei posti di lavoro a distanza o di dotare
la forza lavoro di computer laptop, si deve
prevedere una politica di sicurezza particolare
nell'utilizzo di una connessione Virtual Private
Network.
L'utilizzo della stessa policy adottata negli
uffici dell'azienda, infatti, può essere
sbagliato, dato che spesso, al variare delle
condizioni, potrebbe essere molto difficile
rispettare una parte delle regole di carattere
generale per gli utenti fissi.
L'esperienza relativa alle policy di sicurezza
insegna che, quando una regola inizia ad essere
non osservata o osservata in parte, in mancanza
di indicazioni chiare si arriva anche a trascurare
tutti gli altri accorgimenti.
L'adozione del telelavoro e del mobile computing
per i venditori richiedono un'adeguata revisione
delle regole di sicurezza contenute all'interno
della policy aziendale e la creazione di nuove
norme per l'utilizzo dei dispositivi informatici
utilizzati in remoto.
Gli accessi dall'esterno ad una VPN richiedono
perciò un costante monitoraggio e aggiornamento,
a garanzia del raggiungimento dei massimi
standard di sicurezza per tutta l'azienda:
una sola falla è come lasciare aperta
la porta di casa propria.
http://www.techrepublic.com/article.jhtml?id=r00220020722mco01.htm&fromtm=e106-2
http://www.techrepublic.com/article.jhtml?id=r00620020517nor02.htm&fromtm=e106-2
http://www.bernabe.it/Bernabe/default.asp?i00=02&i01=13&i02=0000000543
Per
chiarimenti sui termini usati
Inizia
la corsa per l'adozione di sistemi di pagamento
sicuri nel wireless
E'
indubbio il sistema di pagamento che si rivelerà
più sicuro nel mondo del wireless ha
di fronte un mercato enorme da conquistare:
l'attenzione dei principali operatori nel
mondo delle carte di credito, delle banche
e delle società di servizi finanziari
è pertanto vivissima perché
il vincitore potrà offrire servizi
collaterali (prestiti personali, ecc.) e disporre
di un database di nominativi di potenziali
clienti di grande valore strategico.
Uno di questi sistemi di pagamento elettronico
è Paypal, che ha riscosso sin dall'inizio
un notevole successo nelle transazioni peer-to-peer
(da soggetto a soggetto) sulla rete Internet,
soprattutto perché rispondeva ad una
domanda urgente nel mercato delle transazioni,
in un momento in cui esistevano ben poche
alternative.
Partendo dalle piccole transazioni personali,
Paypal ha finito per diventare il principale
sistema di pagamento utilizzato all'interno
del noto sito di aste elettroniche eBay che,
a sua volta, da diverso tempo tentava di sviluppare
un sistema di pagamento elettronico in proprio.
Approfittando dei prezzi calanti nelle valutazioni
delle aziende nel settore Hi Tech, oggi eBay
ha risolto il problema acquistando direttamente
il sistema Paypal, che resterà una
società operativa separata, ma con
la chiara intenzione di personalizzarlo ed
implementarlo sul proprio sito, in qualità
di metodo principale di gestione delle transazioni.
Ciò da un lato può essere vantaggioso
perché l'esperienza diretta di eBay
può contribuire sicuramente a perfezionare
e migliorare le funzionalità, dall'altro
emergono perplessità sul fatto che
un utente finale abbia in mano un sistema
di questo genere con tutti i risvolti delicati
in materia di privacy.
Inutile dire che probabilmente anche gli altri
maggiori utilizzatori sono in prospettiva
interessati a questo mercato e l'esempio di
eBay potrebbe essere seguito da altri, soprattutto
nell'ottica di prepararsi ai futuri sistemi
di pagamento da utilizzare sui dispositivi
mobili nell'm-commerce.
Tutto questo potrebbe implicare la creazione
di una ampia offerta di sistemi proprietari
di pagamento.
La mossa appare però agli occhi degli
analisti piuttosto anacronistica, in un momento
nel quale i colossi della rete Internet tendono
a formare consorzi per la creazione di standard
aperti, soprattutto nei casi in cui ci siano
risvolti in materia di sicurezza e nell'area
della identificazione degli utenti.
La stessa Microsoft includeva nel proprio
sistema di autenticazione Passport un wallet,
ossia un portafoglio per le transazioni on-line,
mentre il consorzio Liberty, capitanato da
Sun include, accanto ai nomi di giganti dell'IT
e della telefonia mobile, anche marchi storici
della moneta virtuale, quali VISA e Mastercard.
Il mercato delle comunicazioni wireless richiede
pagamenti elettronici che implichino una totale
sicurezza delle transazioni e, grazie allo
sviluppo delle reti wireless 3G, questo aspetto
coinvolgerà un crescente numero di
operatori. Il problema è quello della
possibile eccessiva frammentazione che potrebbe
rendere costoso e poco agevole il servizio
per gli utenti, i quali preferirebbero sicuramente
avere a che fare con un numero limitato di
operatori (così come avviene per le
carte di credito) in grado di contenere i
costi al minimo per stimolare la nascita dell'm-commerce.
http://www.cnn.com/2002/TECH/industry/05/06/ebay.paypal.idg/
https://www.paypal.com
Per
chiarimenti sui termini usati
In
Italia permangono forti ostacoli burocratici
alla diffusione del Wi-Fi
L'Italia
rischia di perdere il treno del business del
Wi-Fi, ossia delle reti senza fili, che permettono
di ottenere un accesso alla rete Internet
senza la posa di ingombranti cavi. I casi
attualmente segnalati di installazioni che
prevedono l'accesso del pubblico rischiano
di finire fuori legge.
Negli Stati Uniti gli hot spot Wi-Fi, catene
di punti di accesso alla rete Internet senza
fili, riscuotono un enorme successo e l'orientamento
prevalente dei politici è quello di
liberalizzare al massimo il suo utilizzo,
mentre in Giappone l'operatore wireless NTT
DoCoMo offre un esempio intelligente di coesistenza
affiancandoli intelligentemente alla propria
offerta di telefonia wireless 3G in standard
Imode.
In Europa, dove i vincoli imposti sull'utilizzo
delle frequenze radio sono più ristretti,
diversi paesi, tra i quali Gran Bretagna e
Francia, stanno iniziando ad approvare leggi
che deregolamentano la diffusione delle reti
Wireless al fine di promuoverne la diffusione.
In Italia, dove recentemente è stato
approvato il nuovo piano delle radiofrequenze,
la situazione appare ancora in discussione,
soprattutto alla luce delle recenti dichiarazioni
del Ministro delle Comunicazioni Gasparri,
che considera al momento non del tutto legale
l'utilizzo in luoghi pubblici di reti Wi-Fi,
ma che intende adeguarsi ad eventuali normative
comunitarie in materia che però attualmente
mancano.
In questo momento tutte le reti senza (tra
cui il Wi-Fi) sono legali nell'ambito dell'uso
privato (ad es. nello stabilimento aziendale),
mentre sono per ora vietate la trasmissione
e la condivisione di banda al di fuori del
proprio immobile e in luoghi aperti al pubblico.
Non risulta comunque vietata l'installazione
di diverse postazioni in fondi di proprietà
e dislocati in punti diversi e questo potrebbe
aprire qualche varco in termini di dimensione
della rete.
Bisogna anche dire che le reti Wi-Fi stanno
attraversando in questo momento una sorta
di crisi di identità, in quanto lo
standard 802.11b, che ha incontrato sino ad
ora una notevole diffusione, risulta ancora
troppo lento per i futuri utilizzi multimediali
in banda larga.
Il problema più grosso riguarda poi
la sicurezza, dato che le attuali reti 802.11b
sono esposte alle intrusioni esterne, dovute
principalmente all'utilizzo di uno standard
di autenticazione, il WEP, basato su chiavi
di crittografia non sicure.
Il Wi-Fi sta cercando perciò un erede
per lo standard 802.11b, a partire dal fratello
maggiore 802.11a, caratterizzato da una maggiore
banda di utilizzo e dall'utilizzo della frequenza
dei 5 Ghz.
Il piano di frequenze radio presentato dal
governo in questi giorni accoglie le specifiche
della Unione Europea ed in particolare l'adozione
dello standard HyperLan2, che viaggia sulla
banda dei 5Ghz e che promette ottime prestazioni
e sicurezza.
Il mercato delle reti Wireless risulta quindi
sempre interessante e complementare alla telefonia
3G, dalla quale si differenzia per servizi
e campi di utilizzo, rendendo ingiustificati
i recenti allarmi che descrivono il Wi-Fi
quale possibile concorrente del nascente standard
telefonico UMTS.
Attendiamo anche in Italia una legislazione
chiara e permissiva in materia di comunicazioni
wireless senza fili, in modo da non perderne
le grandi opportunità economiche e
sociali, oltre che una rapida decisione circa
l'applicazione di uno standard Wi-Fi più
veloce e sicuro dell'attuale.
Per quanto riguarda il mercato, nell'incertezza,
stanno anche uscendo schede multistandard
capaci di gestire le attuali opzioni Bluetooth,
Wi-Fi ed altro ancora. Una definizione precisa
in questo senso (oltre che nelle normative)
farebbe comunque abbassare i costi e stimolerebbe
enormemente gli investimenti in questo settore.
http://www.cww.it/jumpnews.asp?idNews=9248
http://www.bernabe.it/Bernabe/default.asp?i00=02&i01=06
http://www.wi-fi.it/
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