Le tecnologie SAN (Storage Area Network) si diffondono largamente sugli iSeries
Le nuove tecnologie di Storage Area Network (o vvero quelle reti formate da più dispositivi di storage interconnessi tra loro e utilizzabili contemporaneamente da differenti tipi di server) sembrano oramai diffondersi in qualsiasi ambito aziendale ed IBM ha cominciato, da qualche tempo, a prendere coscienza di questo andamento del mercato.
Il mondo AS/400 prima e iSeries poi, a cui nel 2004 si sono aggiunti i server i5, era rimasto abbastanza isolato da questa tendenza in quanto il salvataggio dei dati è stato generalmente praticato usufruendo dei dischi interni di questi server per cui lo storage SAN risulta essere relativamente una novità per questo settore.
A detta di Craig Butler, responsabile IBM per il mercato Storage Disk, i clienti iSeries sono sempre stati scettici nell'utilizzare sistemi di storage esterni perché attraverso le infrastrutture esistenti sono riusciti a soddisfare egregiamente le proprie necessità.
“Nella maggior parte dei casi le piattaforme iSeries presenti in azienda sono state installate in un ambiente “omogeneo”, dove cioè non erano presenti altri tipi di server con cui condividere dati di sorta ” ha dichiarato Butler – “ ma oggi comunque le cose stanno notevolmente variando anche nel mondo midrange per effetto di fusioni, accorpamenti di società ed acquisti di sistemi addizionali diversi” .
Anche David Breisacher, direttore generale della GST, è della stessa opinione ed aggiunge che le motivazioni relative all'affermarsi delle tecnologie di Storage Area Network (SAN) in ambiente iSeries sono da ricercarsi nei notevoli vantaggi che le aziende possono trarre dalle stesse e naturalmente dal grado di complessità ed eterogeneità raggiunto dagli ambienti server aziendali anche nelle medie e piccole imprese.
Breisacher prosegue: In una piattaforma i5 con dischi interni non è possibile far funzionare in modo efficiente più sistemi operativi . Ad esempio ipotizziamo che si desideri assegnare un Terabyte di spazio ad una partizione i5/OS, ma strada facendo si cambi idea e si voglia fare in modo che la partizione i5/OS disponga di solo 500 GigaByte, mentre l'altra metà venga assegnata ad una partizione AIX. Questo non sarebbe possibile disponendo di soli dischi interni. Con un'infrastruttura SAN invece tutto ciò potrebbe facilmente realizzarsi”
In genere quindi le tecnologie di Storage Area Network si diffondono meglio nei settori IT dove vi è una maggiore presenza di sistemi operativi misti.
Breisacher precisa: “Sarebbe più semplice installare un server negli ambienti in cui un'infrastruttura SAN è già presente ed attiva piuttosto che in luoghi dove non lo è. Ad esempio sarebbe possibile consolidare tutti i server Domino, attualmente gestiti sotto Windows su piattaforma Intel, all'interno di un unico sistema iSeries che si appoggia ad una Storage Area Network ”.
Secondo un portavoce IBM, il boom delle tecnologie di Storage Area Network in ambito iSeries sarebbe pienamente confermato da un sondaggio interno della compagnia: “ Sino al 2002 il 60% dei dispositivi di storage esterni venduti alle aziende che utilizzavano le nostra piattaforma era utilizzato in infrastrutture SAN. Oggi invece circa l'80% dei dispositivi di storage esterni per sistemi i5 è destinato all'implementazione di Storage Area Network. Un dato tutt'altro da sottovalutare ”.
Questa crescita di interesse verso tale tecnologia è dovuta principalmente alle caratteristiche intrinseche della stessa (come capacità di replicazione e copie immediate dei dati ) che rendono le infrastrutture SAN, da un punto di vista prettamente funzionale, vitali per la gestione di piani di disaster recovery aziendali.
A proposito di questo argomento Craig Butler (IBM) ha infatti dichiarato: “ Attraverso un'infrastruttura SAN è possibile conservare i dati che si desidera nella locazione più opportuna, backupparli, isolarli e con un software di gestione apposito decidere come cancellarli o spostarli. Se infatti tutti i dati di una azienda venissero inseriti all'interno di una Storage Area Network in un ambiente multi-OS e multi-server la stessa riuscirebbe a gestirli certamente meglio ”.
Secondo Butler inoltre le problematiche di disaster recovery stanno particolarmente a cuore ai clienti IBM perché garantiscono sicurezza continuativa al business aziendale, necessità questa, sempre secondo Butler, avvertita più oggi che in passato.
http://www.iseriesnetwork.com/content/f3/index.cfm?...
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Dalla gestione documentale si passerà al PPM (paperless process management)?
Dopo che sono stati rimossi tutti i problemi di tipo fiscale e legislativo alle copie di documenti “senza carta”, negli ultimi anni si è parlato molto anche in Italia dei benefici effetti nella riduzione dei costi di archiviazione che potrebbero derivare dalle soluzioni tipiche della gestione documentale .
I benefici della gestione elettronica dei documenti sono estremamente evidenti anche in molti ambienti pubblici in quanto in grado di consentire notevoli risparmi e di non gravare ulteriormente sulle casse dello stato con costi elevati di manodopera per la gestione manuale degli archivi cartacei. Aziende e amministrazioni pubbliche sembrano però essere piuttosto lente nell'adozione di queste applicazioni, nonostante i potenziali risparmi.
La risposta dei potenziali compratori è che spesso queste soluzioni non sono abbastanza integrate alle altre applicazioni per cui molti vantaggi si perdono totalmente o parzialmente per strada.
Queste problematiche vengono frequentemente trattate e discusse in America con altrettanta veemenza che da noi.
La soluzione ottimale ideale ipotizzata dagli analisti sembrerebbe essere il PPM (paperless process management), cioè un software che unisce – per gestire i documenti - in modo integrato tecnologie del tipo Electronic Document Management (EDM), Electronic Content Management (ECM), Workflow, Business Process Management (BPM), Intelligent Lifecycle Management (ILM ed Electronic Document Distribution (EDD).
L'EDD, oltre a provvedere alla distribuzione dei documenti a tutti i livelli, integra anche funzionalità di utilizzare questi in modo integrato per gestire fax, email, stampa assegni, gestione e disegno dei formati di form, dei marchi grafici.
Ha suscitato un certo interesse negli USA la notizia del rilascio di una soluzione di gestione documentale specifica per il mercato iSeries-AS400 che riesce ad offrire tutte le caratteristiche sopra indicate e quindi si autodefinisce come la prima nel nuovo mondo del PPM..
L'annuncio è stato fatto nell'ultima conferenza iSeries COMMON User Group tenutasi ad Orlando da un portavoce della Quadrant Software ( http://www.quadrantsoftware.com/ ) , una società che opera da anni nella gestione dei documenti. L'azienda, con sede a Tampa (Florida) ha infatti presentato “ IntelliChief ”, a sua detta il primo in campo PPM ( P aperless Process Management) in grado cioè di creare, gestire, elaborare, archiviare e consultare i documenti aziendali durante tutto il loro ciclo vita.
Secondo il portavoce della Quadrant Software “ IntelliChief aumenta la sicurezza di tutta l'infrastruttura documentale, consente la centralizzazione dei documenti e li rende molto più fruibili ” rispetto alle tradizionali soluzioni documentali viste fino ad oggi.
Gary Langton, presidente della Quadrant Software, ha a lungo sottolineato le potenzialità di IntelliChief dichiarando in una recente intervista che questa è attualmente la prima ed unica soluzione nel mercato in grado di fondere in una singola applicazione tutti i concetti chiave delle tecnologie richieste nel nuovo campo del Paperless Process Management.
Con le tecnologie P aperless Process Management i documenti cartacei vengono in pratica convertiti nei classici formati elettronici quali PDF, TIFF e BMP mentre i documenti digitali già esistenti vengono archiviati secondo il loro formato nativo.
A detta degli sviluppatori il prodotto sarà in grado di proteggere i file più importanti rendendoli visibili solamente agli utenti autorizzati. L'accesso ai documenti verrà controllato fino alla distruzione degli stessi, fase finale di un classico flusso PPM.
Langton ha menzionato anche altri benefici derivati dall'abolizione della carta all'interno di aziende e pubbliche amministrazioni: “ In un'organizzazione che usa documenti cartacei solamente una persona alla volta può analizzare o leggere un documento a meno di non farne più copie. Usando le tecnologia PPM invece, più persone contemporaneamente possono visualizzare nei rispettivi PC ciò che desiderano, senza preoccuparsi quindi di perdere fogli o pezzi di carta ”.
Per Langton naturalmente l'obiettivo principe rimane sempre quello di ridurre i costi: “ Un'azienda senza carta è un'azienda senza inutili, immensi, costosi archivi da gestire e mantenere ” - ha riferito - " Smistare e consultare i documenti più rapidamente ed efficientemente non può far altro che aiutare le aziende a risparmiare denaro ”. Adesso non rimarrà che osservare quali movimenti si appresteranno a fare i concorrenti nel settore gestione documentale per fare nuovi passi avanti in questo settore che, oltre alla sicurezza, richiede anche un elevato livello di integrazione con le altre applicazioni utilizzate.
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Nuova versione di Director, il potente tool per la gestione di reti e server PC
Confermando le anticipazioni fatte, Rob Sauerwalt, responsabile IBM eServer, ha presentato la versione 5.1 di Director , un tool per il monitoraggio e la gestione di reti di PC e server aziendali.
A partire dalla terza settimana di questo mese infatti i clienti IBM potranno scaricare gratuitamente il nuovo release da Web, mentre da novembre in poi Big Blue doterà di una copia del prodotto tutti i suoi server venduti.
Ciò che contraddistingue anzitutto questo release di Director dagli altri è la varietà di sistemi che lo strumento può gestire e monitorizzare. Nato originariamente per gestire solo le piattaforme x86 IBM, oggi Director 5.1 può essere utilizzato su tutta la linea di server prodotta dal Big Blue (dai blade server a Big Iron) ed anche su tutte le piattaforme della linea x86 di aziende concorrenti come Dell ed HP. Tra le nuove funzionalità del software spiccano invece quelle di grouping ed agentless management.
Con la prima è possibile monitorare centinaia di sistemi per volta come se fossero un'unica entità raggruppandoli in base a prerequisiti specifici come sistema operativo, tipo di processore, livello di patch installate, etc.. Con la seconda invece è possibile amministrare l'hardware delle macchine desiderate sfruttando tre distinti livelli di software agent.
Il livello zero consente solamente di determinare l'hardware del server interessato, molto utile per creare un inventario di ciò di cui l'azienda dispone. Il livello uno è invece un agent essenziale con il quale possono essere ottenute informazioni un pò più specifiche. Il secondo livello è la tipologia di agent più completa a disposizione.
Attraverso questo si può monitorare ed amministrare totalmente la postazione interessata. In questo modo, in base al carico dei server, è possibile scegliere il tipo di agent più appropriato da installare, cioè dal meno gravoso al maggiormente invasivo, considerando anche una possibile via di mezzo (ad esempio il livello 1).
Steven Senecal, project manager della Worldspan, un'azienda di Atlanta che fornisce servizi per il settore viaggi, ha dichiarato: “ Molti tool di gestione per la rete ed il mantenimento dei server non mi soddisfano quando si tratta di notificare problemi nei dischi, problemi di alimentazione o guasti alle ventole interne dei sistemi. Quando la mia azienda ha scoperto Director non ha potuto fare a meno che impiegarlo massicciamente su tutta la linea di server di cui disponeva ottenendo grandi risparmi ”.
Sempre Senecal ha continuato: “ In passato abbiamo impiegato tool come Patrol della BMC o OpenView di HP, ma i risultati non sono stati soddisfacenti. Alla fine per i nostri mainframe abbiamo scelto la soluzione IBM Tivoli attraverso il quale abbiamo dovuto creare una fitta infrastruttura basata su tale software. Tuttavia anche Tivoli non è la soluzione migliore quando la necessità è quella di monitorare difetti sui dispositivi fisici dei sistemi. Attualmente quindi per il monitoraggio dei problemi di hardware ci affidiamo a Director ”.
A detta di Senecal (Worldspan) prodotti IBM come Tivoli e lo stesso Director offrono un rapporto qualità/prezzo migliore della concorrenza. Il nuovo software sta destando un grande interesse anche per la licenza con il quale viene rilasciato. Questa è infatti particolarmente flessibile e vantaggiosa in quanto una sola licenza per una unità può arrivare a coprire fino a 20 postazioni.
Lo stesso Sauerwalt (IBM) ha recentemente dichiarato: “ La licenza d'uso di Director 5.1 espande l'utilizzo del prodotto ad altri 20 sistemi. Ad esempio se una azienda ha acquistato 19 server Dell ed uno di IBM può utilizzare Director su tutte le venti postazioni a sua disposizione ”.
Sempre Sauerwalt ha dichiarato: “ Già il 35% dei clienti su piattaforma xSeries adottano la soluzione Director. Con la versione 5.1 contiamo di arrivare al 40% e di raggiunger questo risultato anche per le altre architetture ”.
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