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Numero 257 - 21 Aprile 2005
A CURA DELLA REDAZIONE DI ISERIES NEWS
 
 
 

IBM rilascia nuovi aggiornamenti per l'iSeries che riguardano LPAR, I/O e SQL

Confermando il rinnovato impegno per rilanciare l'immagine e le vendite dell'iSeries, IBM ha presentato recentemente alcune novità e aggiornamenti per la sua linea di server. La prima è rappresentata dal Virtual Partition Manager . La soluzione, rivolta alle piccole società in possesso dei sistemi i5, permette di configurare sino ad un massimo di quattro partizioni Linux e non richiede l'Hardware Management Console (HMC) introdotta da IBM nel 2004 con i nuovi modelli .
Spiegando l'importanza di questo tool, Ian Jarman, product manager di eServer i5, ha detto: “le aziende più piccole sono interessate all'uso di Linux sui sistemi iSeries ma non vogliono essere obbligate a dovere acquistare un HMC per amministrare queste partizioni. Grazie a Virtual Partition Manager e a Virtual I/O di i5/OS, le aziende potranno impostare e gestire sia un massimo di quattro partizioni Linux sull'iSeries sia lo spazio virtuale associato a queste partizioni. Naturalmente le partizioni potranno accedere alla rete e ai dischi messi in condivisione attraverso il dispositivo Ethernet virtuale e il dispositivo di I/O virtuale.”
Il top manager ha anche osservato che Virtual Partition Manager non è utilizzabile per gestire le partizioni di OS/400 o quelle di AIX, per le quali continuerà ad essere necessario l'impiego di HMC.
Tra le altre novità previste per la gamma iSeries c'è il Virtual Server di I/O , già presente nella linea pSeries. “Virtual I/O Server è un alternativa a Virtual I/O di i5/OS che offre un server dedicato virtuale per le operazioni di I/O alle partizioni AIX e Linux – continua Jarman - I clienti in possesso dei sistemi pSeries, che usano AIX sugli i5, ci hanno chiesto lo stesso livello di servizi I/O anche sulle partizioni AIX che si trovano su questa piattaforma.”
Sul fronte dei dispositivi hardware, IBM ha presentato un nuovo adattatore RAID-5 Auxiliary Write Cache che impedisce la perdita delle informazioni da scrivere nella cache a causa di cali di tensione nella corrente elettrica .
Questo adattatore fornisce un'ulteriore cache di scrittura per i controller ad alte prestazioni come il 2757, dotato di 757 MB di spazio per la scrittura, o il 2780, che in aggiunta alla stessa quantità di spazio per la scrittura ha anche 1 GB per le operazioni di lettura sulla cache. A tal proposito Jarman ha specificato: “utilizzando dei controller che possono contenere così tante informazioni, se ci sono dei problemi quando si devono scrivere 757 MB di dati, il ripristino è un vero e proprio incubo. Il nuovo controller ausiliario per le operazioni di scrittura, copierà le informazioni contenute nella cache nel nuovo adattatore. Se il 2757 o il 2780 non dovessero terminare correttamente le operazioni di scrittura, avreste sempre una copia della cache nell'altro adattatore. In questo modo le operazioni di ripristino saranno molto più semplici e veloci.”
Big Blue ha inoltre introdotto nuove funzionalità PTF per la versione di DB2 UDB di iSeries V5R3 . La prima comprende un mini I/O tower , che sarà disponibile o nella versione stand-alone oppure nella versione per rack . Il nuovo pacchetto inoltre comprende un IOP , due controller per dischi 2757 e una dozzina di dischi da 15000 RPM con dimensione da 35 GB o da 70 GB . All'interno delle funzionalità PTF aggiunte da IBM, è stato migliorato il supporto per le ‘materialized query tables', che reduce il tempo di risposta per le interrogazioni più complesse. IBM ha infine annunciato che l'iSeries sarà sottoposto alla certificazione Evaluation Assurance Level (EAL) 4 e la disponibilità per i5/OS V5R3 dei software della linea Workplace.

http://www.iseriesnetwork.com/content/f3/index.cfm?fuseaction=...

 

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L'importanza di Linux e dell'Open Source nelle strategie IBM per l'iSeries

Come risollevare le sorti dell'iSeries ? IBM non ha dubbi.
Sarà sufficiente proporlo insieme a Linux a tutte quelle aziende in cerca di soluzioni che rendano possibile l'integrazione dell'open source nelle proprie infrastrutture informatiche . Jim Herring, manager iSeries di IBM, sostiene che “fin dal 2001 Big Blue ha sempre investito parecchio per spingere Linux con l'iSeries. Durante gli ultimi quattro anni Linux è cresciuto molto più delle nostre stesse previsioni. Ci sono stati clienti che hanno acquistato un iSeries solo perché così potevano impiegare il ‘pinguino' per gestire le partizioni. Con Linux nel mezzo, i clienti dei sistemi iSeries possono accedere ad un numero molto più vasto di applicazioni di quanto altrimenti sarebbe possibile. Attualmente ci sono trecento o quattrocento applicazioni Linux che girano sulle nostre piattaforme e il loro numero continua a crescere molto rapidamente. Si tratta di applicazioni molto più orientate alle infrastrutture e alle reti di quanto non siano le altre soluzioni per l'iSeries.”
Il top manager di IBM osserva poi che l'open source sta spingendo moltissime persone a sviluppare per questa architettura. “IBM è fortemente impegnata nel supportare l'open source – spiega Herring - L'integrazione di Apache con OS/400, nel 1998, ci ha portato moltissimi benefici e oggi l'iSeries sta adottando moltissime soluzioni open source come PHP, Tomcat, Perl e XML. Noi siamo sempre alla ricerca di nuove tecnologie interessanti da adottare pur stando attenti a mantenere la sicurezza e l'integrità, aspetti che costituiscono i tratti distintivi di questa piattaforma. Per IBM l'open source è una grande fonte di innovazione e l'iSeries la realizza in pratica.”
Secondo gli esperti, il successo della strategia IBM dipenderà dalla sua capacità di convincere il mercato che l'iSeries è una valida piattaforma da affiancare a Linux.
Per Laura DiDio, analista di Yankee Group “il mid-market è il segmento nel quale stiamo assistendo alla maggior parte delle migrazioni da Unix verso Linux. Il settanta percento delle società che possiede sistemi proprietari Unix basati su RISC o Solaris di Sun si trova in questa area e l'iSeries rappresenta una soluzione perfetta per le aziende che vogliono migrare a Linux. Il grande sostegno dato al sistema operativo open source permetterà inoltre a IBM e HP di offrire hardware e servizi. Le aziende decise ad abbandonare Unix daranno un'occhiata all'iSeries visto che questi supporta il sistema operativo del pinguino. Oltretutto Global Services, divisione che da sola produce più del 50% del fatturato IBM, potrà incrementare ulteriormente i propri introiti grazie alle società di medie dimensioni. Queste ultime, volendo passare al pinguino, saranno infatti obbligate ad affrontare diversi problemi di integrazione e di interoperabilità. Pur dovendo continuare ad affrontare l'agguerrita concorrenza di Dell, Hp e delle società giapponesi, questa potrebbe essere una strategia ottimale per IBM. La mia impressione è che i clienti dei sistemi iSeries metteranno Linux in una partizione e gradualmente passeranno ad applicazioni per Linux e al software open source. Questo trend è già cominciato."
Secondo Jim Balderston, senior industry analyst di Sageza Group, “Linux sull'iSeries mette le aziende in una posizione di potenziale vantaggio considerando sia le funzionalità di livello mainframe che l'iSeries è in grado di offrire ad un prezzo comparabile a quello di un server, sia le sue caratteristiche di consolidamento. La possibilità di ridurre il numero di server da gestire consente agli IT manager di essere creativi e non solo di svolgere un lavoro di mantenimento. Le aziende hanno compreso che se lasciano i sistemi proprietari per andare verso un ambiente aperto avranno dei vantaggi.”
L'analista ritiene inoltre che anche le piccole aziende in possesso dei sistemi iSeries passeranno a Linux. Ciò consentirà loro di essere conformi agli standard e di riuscire a soddisfare le richieste dei partner commerciali più grandi. “Wal-Mart ha chiesto a tutti i suoi fornitori di supportare RFID – dice Balderston - Ormai a nche se sei una piccola azienda devi essere in grado di fare quello che fanno le società più grandi. Moltissime piccole aziende stanno implementando RFID con Linux.” Secondo l'analista, IBM dovrà poi riuscire a bilanciare la vendita delle tecnologie nella quale ha investito con l'integrazione di nuove tecnologie e standard per spingere le vendite. “Quando abbracci degli standard open, aumenti la percentuale di mercato che puoi conquistare perché allarghi il tuo target. In questo caso IBM merita la fiducia del mercato.”

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Bilanci: Big Blue cresce ma delude la Borsa. L'iSeries mostra segnali di ripresa

La scorsa settimana IBM , rendendo noti i risultati economici relativi al primo trimestre ha evidenziato un utile netto leggermente inferiore (5% circa) rispetto a quello atteso dagli analisti e cioè un importo di 85 centesimi ad azione contro i novanta centesimi previsti .
Il presidente di Annex Research, Bob Djurdjevic , spiegando le ragioni che spingono il mercato a dare così tanta importanza a queste tipo di informazioni rispetto all'incremento del fatturato, ha detto: “non bisogna mai confondere i numeri reali con le percezioni. Sono queste ultime e non i primi che contano a Wall Street, quindi un leggero calo dell'utile allarma gli analisti.”
Stando alle dichiarazioni dei top manager IBM, a determinare il calo dell'utile sarebbero stati il ritardo nella chiusura di alcuni contratti e la lenta ripresa economica che ha caratterizzato i mercati esteri .
Per Sam Palmisano , presidente e CEO di IBM, “sono state le difficoltà nel finalizzare alcuni contratti durante il primo trimestre del 2005, soprattutto in quei paesi dove la ripresa economica è ancora lenta, a determinare questi risultati. In Giappone, in Germania, in Italia e in Francia, quattro paesi che messi insieme rappresentano un quarto dei nostri proventi, il fatturato è mediamente sceso del cinque percento. Per questo motivo abbiamo deciso di riesaminare le nostre operazioni e la nostra struttura organizzativa in Europa.”
Mark Loughridge , Chief Financial Officer (CFO) di IBM,commentando i risultati conseguiti dalla sua società, ha dichiarato che l'utile netto è stato di 1,4 miliardi di dollari, il 2,9% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno , mentre il fatturato è salito a 22,9 miliardi di dollari, facendo segnare un + 3% rispetto allo stesso trimestre del 2004 .
Il CFO di IBM ha quindi forniti i risultati ottenuti dalle singole divisioni. Il fatturato del settore hardware è rimasto complessivamente costante. La principale nota positiva è che l'iSeries, dopo essere sceso per tutto il 2004, è finalmente cresciuto dell'1% .
A tal proposito Loughridge ha dichiarato: “le aziende hanno finalmente cominciato a comprendere il valore delle funzionalità di integrazione e sicurezza dell'iSeries che permettono di semplificare e ridurre i costi legati alla gestione delle infrastrutture informatiche.”
Anche secondo l'analista Annex Research il piccolo incremento dimostra che l'iSeries ha iniziato la strada della ripresa. “Considerando come sono andate le altre linee server di IBM, il risultato dell'iSeries è molto buono – sottolinea Bob Djurdjevic - Questa gamma di piattaforme non soltanto sta combattendo testa a testa con i server Wintel e con gli altri avversari, ma sta anche vincendo.”
Un altro buon risultato è stato conseguito anche dalla linea pSeries , dove è stato registrato un incremento del 12% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
La linea xSeries, dopo undici trimestri eccezionali con percentuali di crescita a due cifre, ha subito un improvviso calo dell'8% .
Gli zSeries , dopo un buon 2004, hanno cominciato il 2005 registrando un calo del 16% rispetto alle previsioni. Per quel che riguarda la divisione Software , IBM ha conseguito un fatturato di 3,6 miliardi di dollari.
Tale dato, pur ragguardevole, è invariato rispetto al primo trimestre 2004. All'interno della divisione Software, WebSphere è cresciuto dell'11% ; il gruppo Information Management è invece cresciuto del 5% grazie all'incremento del fatturato di DB2, salito del 9% . Bene sono andati anche Tivoli e Lotus , cresciuti rispettivamente del 15 e dell'11% . Il fatturato di Rational è rimasto piatto.
Secondo Djurdjevic, i risultati delle vendite del software sono da ritenersi comunque buoni perché segnalano che le grandi aziende stanno continuando a investire nell'IT, considerando che prodotti come WebSphere, Lotus e Tivoli sono tipicamente legati agli zSeries.
Nella divisione Global Services è stato ottenuto un fatturato di 11,7 miliardi di dollari, il 6% in più, mentre il profitto è stato inferiore del 5% rispetto allo scorso anno . Loughridge ha inoltre riportato che nel settore del Business Performance Transformation Services (BPTS), mercato nel quale IBM ha fatto il suo ingresso quasi un anno fa, è stato conseguito un fatturato di novecento milioni di dollari, il 40% in più.
Il CFO di IBM ha infine affermato che nel corso dell'anno la sua società otterrà dei buoni risultati. “In base alle informazioni in nostro possesso, riteniamo che saremo in grado di rispettare le previsioni degli analisti per il secondo trimestre del 2005. Stiamo approntando, inoltre, alcune strategie che prevedono la riduzione dei costi e l'aumento degli investimenti nelle aree ritenute più strategiche.”

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